IPERTROFIA MUSCOLARE
Testo e disegni di Stelvio Beraldo
Caratteristiche generali dellipertrofia
Normalmente per IPERTROFIA si intende laumento più o meno evidente dei diametri trasversi del muscolo. Il Bodybuilding, in alcuni suoi aspetti, ne rappresenta il momento culmine ove alle masse notevolmente ipertrofizzate si unisce una ricerca sofisticata dellequilibrio estetico
In particolare: - Lipertrofia muscolare, più o meno accentuata, accompagna sempre gli allenamenti per la forza. - Un muscolo ipertrofizzato comporta anche un aumento della viscosità muscolare e quindi degli attriti interni, con conseguente peggioramento in termini di rapidità e di rendimento meccanico. La stessa sezione muscolare può essere un fattore di impedimento per sfruttare la massima escursione articolare (Figura e Tabella).
Alcuni aspetti funzionali del muscolo ipertrofico (esempio del muscolo Bicipite brachiale)
Pregi e limiti dell'allenamento mirato allipertrofia muscolare
- Pur essendo le fibre a contrazione rapida quelle che si ipertrofizzano maggiormente, allo scopo di stimolare il muscolo in tutte le possibili componenti anatomiche (mitocondri, capillari, sarcoplasma, tessuto connettivo, depositi energetici, ecc.), si possono utilizzare diverse fasce di carico. La fascia di intensità relativa deve essere tale da consentire leffettuazione di 6-12 ripetizioni e va scelta anche in relazione alle caratteristiche dei gruppi muscolari interessati. Solitamente per i muscoli antigravitari (muscoli posturali o tonici, a più elevato contenuto di fibre rosse o lente, si privilegia una resistenza più bassa che permette più ripetizioni), mentre per i muscoli fasici (a più elevato contenuto di fibre bianche o veloci) si utilizza generalmente una resistenza più alta che permette poche ripetizioni (Tabella).
Caratteristiche anatomiche e funzionali dei muscoli tonici e fasici (Stockmeyer 1970, integrata da Spring et al. 1986).
- Anche se non ancora definitamene provato dalle ricerche scientifiche (C.Bosco), lesperienza pratica suggerisce che la produzione di acido lattico favorisce i processi ormonali legati alla sintesi proteica (increzione di GH e liberazione di Somatomedine, potenti amplificatori del turnover proteico). Sulla base delle attuali conoscenze, desunte dalla letteratura scientifica internazionale, si può affermare che: - sono senzaltro le fibre a contrazione rapida quelle che si ipertrofizzano maggiormente anche se un contributo in tal senso viene da tutte le componenti muscolari (mitocondri, capillari, sarcoplasma, tessuto connettivo, depositi energetici, ecc.); - un impegno ad alta intensità, con conseguente marcata demolizione dei fosfati, comporterebbe la liberazione di metaboliti (aminoacidi e peptidi) attivanti la sintesi proteica; - un impegno ad alta intensità sollecitando fortemente il meccanismo glicolitico (prevalentemente la potenza dello stesso), aumenterebbe la secrezione di GH, ormone anabolizzante per eccellenza; - un impegno protratto ad esaurimento provocando lesioni a carico delle proteine contrattili, del tessuto connettivo e del sarcolemma (la membrana che avvolge la fibrocellula muscolare) stimolerebbe attraverso diversi meccanismi (somatomedine, acido arachidonico, ecc.) la sintesi proteica; - un impegno con le caratteristiche di cui sopra potrebbe innescare il processo di maturazione delle fibrocellule satelliti (cellule allo stato embrionale). - Il recupero ottimale tra un allenamento e l'altro, inteso come stimolo dello stesso gruppo muscolare, si aggira intorno alle 36-48 ore e, comunque, non deve essere inferiore alle 36 ore circa. Pertanto lo schema di allenamento settimanale, che può prevedere una seduta giornaliera (split) o anche due sedute giornaliere di allenamento (doppio split), va organizzato in modo tale da garantire il completo recupero e l'ottimale supercompensazione proteica delle masse muscolari. - A causa del notevole stress a cui è sottoposta la muscolatura, per mantenere una buona estensibilità e lunghezza ottimale, è opportuno eseguire sempre gli esercizi per tutta lescursione articolare possibile. La modalità con cui vengono eseguiti i movimenti può, nel tempo, modificare le caratteristiche strutturali del muscolo. Infatti, per la legge di lunghezza muscolare di Borelli e Weber Fick, essendo la lunghezza delle fibre muscolari proporzionale all'accorciamento che possono esprimere, ne consegue che l'ampiezza del movimento (accorciamento e stiramento del muscolo) condiziona la lunghezza del ventre muscolare e viceversa. Pertanto la sistematica escursione articolare incompleta provoca, nel tempo, laccorciamento delle fibre, mentre lescursione completa ne provoca l'allungamento (Figura). Quindi, per mantenere la ottimale lunghezza ed estensibilità muscolare, vanno privilegiati i movimenti ampi su tutta l'escursione articolare aggiungendo sempre, a fine allenamento, alcuni esercizi di stretching.
Ampiezza di lavoro del muscolo e modificazione fisiologica a riposo (esempio dei muscoli flessori dell'avambraccio)
METODI DI MIGLIORAMENTO DELLIPERTROFIA
Prima di utilizzare i metodi per lipertrofia muscolare è opportuno programmare un primo periodo tendente al miglioramento della forza generale. In questo modo vengono favoriti anche gli adattamenti biologici (rafforzamento dellapparato locomotore, specialmente nelle sue componenti articolari e muscolo-tendinee) e coordinativi, indispensabili per un tipo di lavoro più intenso e specifico.
Principali sistemi di allenamento:
- Sistema set: esecuzione completa e successiva di serie e ripetizioni per ogni esercizio programmato. Il recupero tra le serie va dai 45 ai 90 secondi. - Superserie: esecuzione consecutiva di due esercizi diversi, ognuno per un gruppo muscolare (prima l'uno e immediatamente dopo l'altro, senza pausa), solitamente agonista e antagonista (esempio: Flessioni dellavambraccio ed Estensioni dellavambraccio). Dopo breve pausa di 1,5-2 minuti si ricominciano le serie. - Serie giganti: esecuzione di seguito di 2-3 esercizi diversi tutti specifici per uno stesso gruppo muscolare (esempio: Distensioni su panca a diverse inclinazioni). Dopo 2-3 minuti si ricominciano le serie. - Serie interrotte: con unintensità relativa dell l80% circa si eseguono 2-3 ripetizioni in meno di quelle possibili, si recupera per 20 secondi e si riprende il lavoro che verrà protratto finché si riuscirà a mantenere il numero di ripetizioni iniziali. Si recupera per circa 3 minuti e si ripete il ciclo per una seconda volta (sistema suggerito da F. Massaroni, 1990). In questo modo viene limitata la produzione iniziale di acido lattico in modo da favorire, nelle prime serie, un lavoro prevalente delle fibre a contrazione rapida e nelle serie successive un lavoro globale delle altre componenti muscolari.
Principali tecniche di allenamento:
- Ripetizioni forzate: raggiunta l'ultima ripetizione possibile nella serie, con l'aiuto di un partner si eseguono altre 2-3 ripetizioni. Il partner sostiene il bilanciere alleggerendolo di qualche chilogrammo. - Stripping: il bilanciere viene caricato, negli ultimi 15-20 kg. utili a raggiungere il peso desiderato, con dischi di 1-2,5 kg. Arrivati all'ultima ripetizione possibile si fanno togliere da un partner i dischi alleggerendo progressivamente il bilanciere in maniera tale di poter proseguire l'esecuzione di ulteriori ripetizioni. - Serie da pesante a leggera: potrebbe essere definita una variante dello stripping in quanto si inizia ogni serie con un carico mediamente elevato con il quale è possibile eseguire circa 4-5 ripetizioni. Raggiunto lesaurimento si prosegue con un carico inferiore che permetta ulteriori 6-8 ripetizioni. - Mezze ripetizioni: raggiunta l'ultima ripetizione possibile si continuano ad eseguire ulteriori ripetizioni solo in una porzione di angolo articolare, sia più aperto che più chiuso, dell'intera escursione. - Peak contraction: raggiunta l'ultima ripetizione possibile si mantiene staticamente il carico, per alcuni secondi, in una posizione angolare critica intermedia ("tenuta" isometrica). - Pre-stancaggio: negli esercizi più complessi che coinvolgono contemporaneamente diverse masse muscolari, nel corso delle serie alcuni muscoli si stancano per primi, condizionando il raggiungimento dellesaurimento di altri. Per ovviare a questo limite relativo a tutti i muscoli coinvolti, si effettua prima un lavoro localizzato per i muscoli che tendono a stancarsi di meno, poi si passa all'esercizio programmato (esempio: nellesercizio di Distensioni su panca si eseguono prima degli Slanci degli arti superiori per il Gran pettorale e Deltoide anteriore). - In una fase molto avanzata degli allenamenti, a livello professionistico, per creare stimoli ulteriori alla crescita muscolare, vengono variati continuamente gli esercizi, la quantità e qualità delle serie e delle ripetizioni (principio della confusione muscolare).
METODO DEL BODYBUILDING TRADIZIONALE
Caratteristiche:
Parte da diverse considerazioni riguardanti gli aspetti biologici e metodologici esposti di seguito: - Pur essendo le fibre a contrazione rapida quelle che si ipertrofizzano maggiormente, allo scopo di stimolare il muscolo in tutte le possibili componenti anatomiche (mitocondri, capillari, sarcoplasma, tessuto connettivo, depositi energetici, ecc.), vanno utilizzate diverse fasce di carico (Tabelle). La fascia di intensità relativa deve essere tale da consentire mediamente leffettuazione di 6-12 ripetizioni e va scelta anche in relazione alle caratteristiche dei gruppi muscolari interessati. Solitamente per i muscoli antigravitari (muscoli posturali o tonici, a più elevato contenuto di fibre rosse o lente, si privilegia una resistenza più bassa che permette più ripetizioni), mentre per i muscoli fasici (a più elevato contenuto di fibre bianche o veloci) si utilizza una resistenza più alta che permette poche ripetizioni.
PARAMETRI DI LAVORO
Esempio di organizzazione settimanale di un esercizio (serie, ripetizioni e carico)
- Il recupero ottimale tra un allenamento e l'altro, inteso come stimolo dello stesso gruppo muscolare, si aggira intorno alle 36-48 ore e, comunque, non deve essere inferiore alle 36 ore circa. Pertanto lo schema di allenamento settimanale, che nei bodybuilder può prevedere una seduta giornaliera (split) o anche due sedute giornaliere di allenamento (doppio split), va organizzato in modo tale da garantire il completo recupero e l'ottimale supercompensazione proteica delle masse muscolari (Tabella).
Esempio di frazionamento (split) delle sedute settimanali e regioni muscolari interessate
METODO DELLALLENAMENTO BREVE, INTENSO E INFREQUENTE (B.I.I.)
Mette in discussione limpostazione metodologica tradizionale proponendo una metodologia che si caratterizza nei suoi aspetti di allenamento breve, intenso e infrequente (B.I.I.).
Caratteristiche:
- Sedute di allenamento della durata di circa 60 minuti. Questo permetterebbe di contenere la produzione di cortisolo (catabolismo) a vantaggio di una maggiore risposta da parte del testosterone (anabolismo). - Effettuazione di non più di 3-4 serie per ogni gruppo muscolare, tutte con carico medio-elevato e da portare a esaurimento esperato. - Allenamenti distanziati (stesso gruppo muscolare) anche 5-6 giorni luno dallaltro.
Praticamente vengono "stravolte" le metodologie tradizionali. Notevole importanza viene data allalimentazione iperproteica, che prevede lassunzione di piccoli pasti ogni 3 ore circa nellarco della giornata. Viene anche enfatizzato il ruolo degli aminoacidi in genere, in particolare di quelli a catena ramificata (leucina, isoleucina e valina). Inoltre creatina, fruttosio, composti polivitaminici e salini, ecc.
METODO DI BOSCO
Caratteristiche:
- Parte dal presupposto che i metodi tradizionali non tengono conto del fatto che ogni atleta ha una propria tipologia e quindi muscoli con una diversa percentuale di fibre bianche e rosse. - Utilizza unapparecchiatura elettronica idonea a porre laccento sulla capacità di estrinsecare lavoro, in termini quantitativi e qualitativi, riferita sempre alla potenza massima del soggetto. - Questo metodo non rinnega i metodi tradizionali dellallenamento, dei quali usa i principi fondamentali che sono quelli del carico progressivo e delle variazioni di stimolo. La novità del sistema sta nel perfezionare il numero delle ripetizioni da realizzare personalizzandone il volume con un sistema automatico che viene suggerito dalle stesse condizioni fisiologiche in cui si trovano i gruppi muscolari coinvolti nella contrazione. In questo modo si favorisce la realizzazione di carichi di lavoro che stimolano in modo specifico gli adattamenti fisiologici desiderati.
Bibliografia: vedi su "Sportraining" a "Per saperne di più". |