|
FORZA MUSCOLARE: PRINCIPI E PARAMETRI GENERALI
Testo e disegni di Stelvio Beraldo
Per una maggiore efficacia dell'allenamento della forza muscolare
e per prevenire traumi allapparato locomotore vanno rispettati i
seguenti principi di base:
|
1) Iniziare ogni seduta di
allenamento con un adeguato riscaldamento organico e muscolare. Si inizia con un riscaldamento generale della durata di
10-20 minuti in cui si eseguono vari esercizi a modesta intensità
come la corsa a ritmo blando, movimenti di slancio e di spinta
degli arti in varie direzioni, circonduzioni del busto, ecc.
Prima di iniziare le serie utili programmate in ciascun esercizio è
necessario eseguire un riscaldamento specifico
dove si eseguono almeno 2-3 serie con carico progressivo, senza stancare i
muscoli.
Al termine di ogni allenamento effettuare
sempre alcuni esercizi di stretching. Questo permetterà di mantenere una buona
estensibilità muscolare.
|
|
Iniziare l'allenamento con vari esercizi
di
riscaldamento generale del corpo |
Far precedere ogni esercizio dal
riscaldamento muscolare specifico con carichi progressivi |
|

|

|
|
|
2)
Nella fase di
apprendimento degli esercizi porre molta attenzione alla giusta tecnica
esecutiva e al ritmo respiratorio.
Pertanto utilizzare carichi facilmente controllabili, tali da
permettere almeno 14-16 ripetizioni in ciascuna serie. Respirare
col ritmo di ciascuna ripetizione, con una leggera inspirazione
prima di iniziare l'esecuzione, mantenere l’apnea durante l'esecuzione
fino ai 2/3 della fase di ritorno ed espirare
quando lo sforzo sta terminando.
Tenere presente che i carichi iniziali bassi e medi favoriscono anche
l’adattamento biologico
dell’apparato locomotore passivo (irrobustimento dei tendini muscolari
e delle strutture articolari) predisponendolo a carichi futuri più
impegnativi.
|
Esempi
di respirazione durante ogni singola ripetizione
|
|
3) Concentrarsi costantemente sull’esercizio
e sui muscoli impegnati. Questo permette di inviare gli stimoli nervosi in
maniera più intensa e localizzata eliminando contrazioni muscolari
superflue che rendono meno fluido il movimento. Migliorerà anche la coordinazione e la tecnica
esecutiva, il tutto a vantaggio dell'efficacia dell'allenamento
e della prevenzione dei traumi all'apparato locomotore.
|
|
Concentrarsi
sempre sul movimento e sui muscoli che si contraggono |
|
|
4) Eseguire ogni singolo
esercizio utilizzando la massima escursione articolare. Questo rende lesercizio più
efficace e permetterà di mantenere l'estensibilità ottimale
dei muscoli e dei tendini (Figura).
Ampiezza di lavoro del muscolo e modificazione fisiologica a riposo
(esempio dei muscoli
flessori dell'avambraccio)
|
a)
Accorciamento e stiramento completi: il ventre muscolare
diventa più lungo ed i tendini più corti. A riposo la
lunghezza del muscolo rimane invariata. b)
Accorciamento completo e stiramento incompleto: il ventre muscolare
diventa più corto ed i tendini rimangono invariati. A
riposo la lunghezza del muscolo diventa più corta.
c)
Accorciamento incompleto e stiramento completo: il ventre muscolare diventa più
corto ed i tendini più lunghi. A riposo la lunghezza del muscolo aumenta. d)
Accorciamento e stiramento incompleti: il ventre muscolare diventa
decisamente più corto ed i tendini più lunghi. A riposo
la lunghezza del muscolo diventa più corta.
|
|
5) Allenarsi sistematicamente in modo da
permettere la sommatoria degli stimoli neuromuscolari ricevuti. Va tenuto presente che dopo circa 3 giorni dall’ultimo
stimolo allenante, il muscolo comincia a perdere progressivamente la forza
acquisita. Pertanto è facile capire come almeno 3 allenamenti
settimanali (per lo stesso gruppo muscolare) siano necessari per ottenere buoni
risultati.
|
Dopo
circa 3 giorni dall'ultimo allenamento la forza inizia a decrescere

|
A distanza di tempo, se si rende necessario recuperare parte
della forza ottenuta con un ciclo di allenamenti precedentemente sospesi, non
bisogna fare l’errore di effettuare allenamenti singoli distanziati e ad alta
intensità (i cosiddetti “richiami di forza”), ma è necessario riprogrammare
un nuovo ciclo di almeno 8-10 allenamenti.
|
6) Adattare il
programma, con piccoli aggiustamenti, alle capacità del giorno
di allenamento. Questo perché la
capacità di esprimere la forza varia giornalmente in funzione della
condizione fisica. L'effetto allenante rimarrà inalterato e, specialmente se
non si è in condizioni fisiche ottimali, si eviteranno traumi all'apparato locomotore.
|
Adattare
la percentuale del peso alla
condizione
fisica del momento

|
|
7) Non utilizzare il carico
massimale come metodo di allenamento. La prestazione massimale è una performance
realizzata in particolare stato di forma e che non può essere ripetuta
con frequenza (in sostanza è un "record"). Non occorre utilizzarlo neanche per stabilire le
percentuali di carico rispetto ad essa. Il carico massimale, come
anche le percentuali ad esso relative, possono essere ricavate in maniera
semplice e precisa dal numero di ripetizioni che si riescono ad eseguire in
una serie portata ad "esaurimento" (Tabella).
Le prove massimali pre-gara possono
risultare utili solo in discipline sportive ove l’attrezzo di gara è il
bilanciere.
|
Non utilizzare i carichi massimali
come metodo di allenamento

|
Correlazione tra tipo
di forza, entità del carico, ritmo esecutivo
e numero di ripetizioni possibili in
una serie (S. Beraldo 1990)

|
8) Interromper l'esecuzione di un
esercizio quando il movimento
non è più corretto. In questo modo si
eviterà un lavoro stimolo scarsamente efficace e possibili traumi all’apparato locomotore. |
Interrompere sempre la serie quando
l'esecuzione non è corretta

|
|
9) Nei giovani non bisogna avere fretta
nell'utilizzare precocemente mezzi e metodi per acquisire la forza. Infatti, al contrario delle altre capacità motorie,
anche in seguito la forza risponderà facilmente e rapidamente agli stimoli dell’allenamento.
Nello sport agonistico
la forza è solo un aspetto delle capacità necessarie per eseguire
una azione sportiva dinamica, azione che diventa efficace solo quando
sussiste il giusto equilibrio tra la forza muscolare e le altre
capacità motorie, in particolare la quantità e qualità del “bagaglio”
coordinativo acquisito. Specialmente per gli arti inferiori la forza e la coordinazione
possono essere migliorate efficacemente e simultaneamente con esercizi a carico naturale
eseguiti con elevato dinamismo (vedi "Miglioramento
della forza rapida e della velocità degli arti inferiori con gli
esercizi a carico naturale"). Piccoli manubri possono
risultare utili ove sia
necessario correggere evidenti squilibri di forza dei muscoli del tronco e delle braccia. |
Nei giovani privilegiare gli esercizi a
carico
naturale eseguiti con elevato dinamismo

|
|
10) Ambedue i sessi
utilizzano gli stessi metodi di allenamento per la forza. Le
donne devono solo porre attenzione quando eseguono particolari esercizi dove
l'attrezzo poggia su regioni del corpo particolarmente delicate (esempio:
"Distensioni delle braccia su panca orizzontale" dove va evitato un
appoggio del bilanciere sul seno. Lo stesso negli esercizi di "Rowing"
dove il seno viene compresso sulla panca orizzontale se si utilizza un
bilanciere o sul supporto orizzontale se si utilizza l'apposita
micchina).
|
Le metodologie di allenamento sono le
stesse
per i maschi e per le femmine

|
PARAMETRI UTILIZZATI
NELLA DESCRIZIONE DELLE VARIE METODOLOGIE PER LA FORZA
|
- Percentuale del carico: carico messo in relazione alla massima prestazione
di kg. che si sollevano in una sola ripetizione di ciascun esercizio (carico massimale).
- Numero di ripetizioni
per serie: numero di
movimenti uguali che si eseguono in successione e si ripetono, senza
soluzione di continuità, per un certo numero di volte. Se vengono
eseguiti fino allultima ripetizione possibile si definiscono
a esaurimento.
- Numero di serie per
ogni esercizio: gruppo di
ripetizioni che si eseguono per un certo numero di volte. Le serie si
susseguono intercalate da recuperi di durata variabile.
- Ritmo esecutivo: durata
di ogni singola ripetizione (fase di andata e ritorno). Viene solitamente
definito con gli attributi di lentissimo, lento, veloce, il più veloce
possibile.
- Recupero tra le serie: tempo che intercorre tra
lesecuzione di una serie e laltra.
|
Definizione
delle fasce di carico
|
FASCIA DI CARICO
|
% DEL CARICO
|
Massimale
Sub-massimale
Elevata
Mediamente elevata
Media
Bassa
Molto bassa
Bassissima
|
100%
95%
90-85%
80-75%
70-65%
60-55%
50-40%
sotto il 40%
|
Esempio
di trascrizione dei parametri
|
Bibliografia:
vedi su "Sportraining" a "Per saperne di più".
|