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ALLENIAMOCI CON LO SPINNING
Testo e disegni di Stelvio Beraldo (ha collaborato Renzo Piccinelli - Palestra "Record" di Bologna)
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Attraverso lo spinning, grazie ad un buon programma di allenamento, si possono migliorare tutti i parametri utili a raggiungere una condizione fisica ottimale. Elaborato dal ciclista americano Johnny G., lo spinning tende a coinvolgere lesecutore in maniera totale, sia fisicamente che psicologicamente. Pertanto, insieme alla resistenza organica (efficienza cardiocircolatoria e respiratoria) vengono esaltate anche le capacità volitive ed emozionali. Subiscono un benefico trofismo e potenziamento anche i muscoli degli arti inferiori. Il coinvolgimento organico e muscolare a vari gradi di intensità fa dello spinning un'attività fisica per tutte le età, dai giovanissimi i meno giovani, dai principianti gli atleti di livello.
Le principali posizioni dello spinning
Benefici di una attività fisica mirata alla resistenza organica
PRIMA DI INIZIARE
- Effettuare una accurata visita di idoneità fisica. - Munirsi di abbigliamento e attrezzature adeguate. - Evitare test di verifica della condizione fisica che comportano un elevato impegno organico (solitamente sono i test che prevedono la copertura di una certa distanza o una intensità di lavoro prestabilita, in un tempo determinato). Potrebbero risultare a rischio per i non allenati. La verifica della condizione va fatto più che sulla capacità di percorrere una distanza o intensità di lavoro prestabilita, in un tempo determinato, sulla capacità di recupero dopo un Test di capacità di adattamento cardiovascolare (vedi alla sezione "Programmazione dell'allenamento"). - Programmare almeno 2-3 allenamenti settimanali. Scendendo sotto i 2 allenamenti non è possibile ottenere dei benefici in quanto non si attiva il processo di sommazione degli stimoli (allenamenti e relativa supercompensazione) che portano nel tempo ad un più alto grado di efficienza.
Massima frequenza cardiaca
Una frequenza cardiaca intorno al 70-80% di quella massima comporta un impegno che si evidenzia con il “fiatone”. Ancora oltre, tra l’80-90% è la frequenza cardiaca degli atleti agonisti. Per avere sempre a disposizione questi dati ci si può munire di un cardifrequenzimetro, strumento di indubbia utilità che va tenuto costantemente sotto controllo. L’intensità di lavoro che non va comunque oltrepassata è quella che permette di dialogare con un partner senza affanno ("Regola del parlare" di Bandolier). - Prima di iniziare ogni allenamento è necessario dedicare qualche minuto di riscaldamento generale, eseguendo semplici esercizi non impegnativi (flessioni, estensioni, slanci, circonduzioni dei vari segmenti del corpo). - Non iniziare se si ha la sensazione di sete. Va ricordato che quando si ha sete il patrimonio idrico è già al disotto di circa il 2% dei livelli normali. Già al 3% di disidratazione si innescano dei meccanismi fisiologici contrari all’efficienza fisica (limitazione della sudorazione, innalzamento della temperatura corporea, aumento della frequenza cardiaca, riduzione della gittata cardiaca, ecc.). Per quanto riguarda l’idratazione è sufficiente bere acqua normale, sia prima, durante e dopo l’allenamento. Le integrazioni saline dopo allenamento vanno prese in considerazione solo in presenza di vistose perdite idriche di almeno 2,5-3 litri di sudore. - Fare in modo che tra l’inizio dell’attività e l’ultimo pasto siano trascorse almeno 2,5-3 ore. La digestione richiede un notevole afflusso sanguigno, afflusso che verrebbe sottratto dai muscoli agli organi digestivi.
INIZIAMO AD ALLENARCI
Esistono essenzialmente TRE MODALITÀ DI ALLENAMENTO: 1) Allenamento per un tempo prestabilito (mediamente 45-60 minuti) con alternanza tra ritmo di riscaldamento e intensità tra il 60-70% circa della frequenza cardiaca massima. Questa metodologia dovrebbe essere il passaggio obbligato per un principiante. Prima settimana: - alternare, per un totale di 60 minuti, 5 minuti di attività blanda con 30-60 secondi di attività con intensità costante tra il 60-70% della frequenza cardiaca massima, avendo cura che nei primi 810 minuti le pulsazioni salgano lentamente e progressivamente. Nelle settimane che seguono: - ogni settimana, in relazione alla condizione fisica che si ritiene di aver raggiunto, si possono aggiungere progressivamente 30-60 secondi allimpegno tra il 60-70% della frequenza cardiaca massima, fino a raggiungere i 5 minuti, mantenendo sempre lalternanza con i 5 minuti di attività blanda. Proseguendo nel tempo, ogni settimana si può diminuire di 30-60 secondi lattività blanda e di altrettanti 30-60 secondi si può aumentare lattività con impegno tra il 60-70% della frequenza cardiaca massima. È necessario, comunque, mantenersi sempre nei limiti delle proprie capacità del momento. Le indicazioni date non vanno applicate rigidamente. A volte una stessa metodologia può essere applicata anche per più settimane di seguito senza dover necessariamente ritoccare il tempo dedicato allattività blanda o a quella più impegnativa. Tenere presente che nel rapido passaggio da una attività fisica con intensità di quasi riposo ad una nettamente più elevata, sottopone l'apparato cardiocircolatorio ad uno shock vero e proprio, shock che si ripete tante volte per quante volte si riprende o si interrompe lattività stessa. 2) Allenamento per un tempo prestabilito con intensità costante tra il 60-70% circa della frequenza cardiaca massima. Per un principiante costituisce la seconda fase del programma di allenamento. Può anche costituire la metodologia standard se si è interessati solo a mantenere lefficienza fisica raggiunta. Se si desidera anche dimagrire è lintensità ideale in quanto: - a bassa velocità (60-70% della massima frequenza cardiaca) lorganismo tende a consumare una miscela di zuccheri e grassi, mentre a velocità superiori la fonte energetica è data quasi esclusivamente dagli zuccheri. - non è l'intensità di esecuzione che porta ad un maggior consumo calorico quanto il lavoro totale. Va preferita unattività poco impegnativa ma prolungata (almeno 45-60 minuti) ad una unattività intensa e breve. Il meccanismo energetico che permette l'utilizzo prevalente dei grassi diventa efficiente dopo circa 30 minuti di lavoro. Già dopo 15-20 minuti si innalza il metabolismo corporeo e rimane elevato fino ad alcune ore dopo l'allenamento. Questo comporta un ulteriore consumo di calorie. Un'ora di spinning comporta un consumo calorico di 550-600 calorie. Una donna può anche ottenere vantaggi nella prevenzione e attenuazione della cellulite. La bassa intensità di lavoro favorisce lafflusso di sangue ai tessuti, quindi il metabolismo e leliminazione delle scorie residue delle reazioni chimiche cellulari. 3) Allenamento utilizzando varie metodologie che alternano intensità tra elevate fino al 90% e oltre della frequenza cardiaca massima. Questa metodologia può essere attuata solo da atleti molto allenati che desiderano utilizzare al massimo le potenzialità offerte dalle esercitazioni di spinning. Bibliografia: vedi su "Sportraining" a "Per saperne di più".
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