
L'ALLENAMENTO DEI
MUSCOLI ADDOMINALI ANTERO-LATERALI
Testo e
disegni di Stelvio Beraldo
Nella terminologia
anatomica i muscoli addominali sono
compresi nella regione del corpo che si estende come un
"cilindro" tra la gabbia toracica e il bacino. Più precisamente (A. Farina:
Atlante di anatomia umana descrittiva - Piccin 1983):
- Muscoli della regione
antero-laterale dell'addome: Retto dell'addome, Obliquo esterno,
Obliquo interno e Trasverso.
- Muscoli della regione
posteriore dell'addome: Quadrato dei lombi.
Movimenti
determinati dall'azione dei muscoli antero-laterali
dell'addome
Retto
dell'addome

TRONCO (*)
a) flessione;
b) inclinazione laterale.
Agisce anche nella espirazione
forzata
abbassando le costole.
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Obliquo
esterno (o Grande obliquo)

TRONCO (*)
a) flessione;
b) inclinazione laterale;
c) rotazione.
Agisce anche nella espirazione
forzata
abbassando le costole.
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Obliquo
interno (o Piccolo obliquo)

TRONCO (*)
a) flessione;
b) inclinazione laterale;
c) rotazione.
Agisce anche nella espirazione
forzata
abbassando le costole.
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Trasverso
dell'addome

TRONCO (*)
- rotazione.
Agisce come espiratore abbassando le costole.
Interviene anche nella espirazione
forzata.
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(*)
L'analisi
dei movimenti fa riferimento alla figura umana in
posizione di stazione eretta (Posizione
anatomica). Va tenuto presente che il
segmento corporeo che viene mosso da ogni singolo
muscolo (in questo caso la gabbia toracica),
qualora diventi punto fisso muoverà il segmento
che nell'analisi era stato preso a sua volta come
punto fisso (in questo caso il bacino).
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Linee di
azione dei muscoli antero-laterali dell'addome

Il ruolo dei
muscoli antero-laterali dell'addome nel mantenimento dell'equilibrio
fisiologico del bacino
I muscoli delladdome
costituiscono un sistema la cui efficienza assolve diverse
funzioni importanti:
- tenuta
dei visceri;
- corretta meccanica respiratoria;
-
equilibrio
fisiologico del bacino.
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I muscoli che si inseriscono sul bacino possono indurre un movimento rotatorio
comportandosi come una coppia di forze.
Tendono a ruotare
il bacino in retroversione, quindi hanno una azione delordosizzante
per la colonna lombare (Figura):
- i muscoli
flessori del busto (avvicinamento della gabbia toracica al bacino e
viceversa): Retto
dell’addome, Obliquo esterno ed Obliquo interno;
- i muscoli
estensori delle cosce: Grande gluteo, Bicipite femorale (capo lungo), Semitendinoso, Semimembranoso, Grande adduttore,
Piriforme.
Tendono a far
ruotare il bacino in anteroversione, quindi hanno un'azione lordosizzante per
la colonna lombare (Figura):
- i muscoli
estensori del busto: Sacrospinale, Quadrato dei lombi,
Spinali, Interspinali, Multifidi, Intertrasversari, Gran
dorsale, Dentato posteriore inferiore;
- i muscoli
flessori delle cosce:
Psoas iliaco, Retto anteriore del
Quadricipite femorale, Sartorio, Tensore della fascia
lata, Pettineo, Lungo adduttore, Breve adduttore, Gracile.
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Muscoli che agiscono
sull'equilibrio del bacino
sul
piano sagittale

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Effetti
dell'indebolimento dei muscoli deputati alla retroversione
del bacino
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L'indebolimento dei muscoli Flessori
del busto (Retto delladdome, Obliquo
esterno ed Obliquo interno) ed Estensori delle cosce
(Grande gluteo, Bicipite femorale nel capo
lungo, Semitendinoso, Semimembranoso, Grande adduttore,
Piriforme) comporta
un'anteroversione del bacino e conseguente
accentuazione della lordosi lombare.
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Un'AZIONE PREVENTIVA o di ristabilimento della
situazione anatomo-fisiologica della regione
lombo-sacrale dovrebbe seguire due direttive principali:
- Mantenere sempre forti i muscoli
flessori del busto e gli estensori delle cosce in quanto portano il bacino in
posizione di retroversione (azione delordosizzante). In
questo modo la lordosi lombare non fisiologica tende ad attenuarsi ed i
carichi discali vengono distribuiti in maniera più equilibrata su tutta la superficie
delle vertebre.
- Allungare e mantenere elastici i
muscoli estensori del busto in quanto contrastano la retroversione
del bacino (azione lordosizzante). Pertanto, oltre agli
esercizi di stretching, va attuato un rafforzamento
muscolare con esercizi con contrazione (estensione del
tronco) incompleta e stiramento (flessione del tronco)
completo. Questa modalità
di esecuzione
modifica nel tempo la struttura anatomo-funzionale del
muscolo in modo che il ventre muscolare diventa più
corto ed i tendini più lunghi. A riposo la lunghezza
aumenta.
Va
tenuto presente che una cintura
addominale opportunamente rafforzata permette di
scaricare circa il 40% del peso gravante sulle vertebre
lombari. Un notevole
alleggerimento del carico sulle vertebre è anche
determinato dalla corretta posizione del busto durante
l'esecuzione degli esercizi (mantenimento delle curve
fisiologiche della colonna vertebrale).
Come si
effettua il lavoro localizzato sui muscoli antero-laterali dell'addome
Quando si desidera intervenire in maniera
selettiva sui muscoli antero-laterali dell'addome è necessario:
- Ridurre, quanto
più possibile, lintervento dei muscoli flessori
delle cosce (Psoas
iliaco, Sartorio, Tensore della fascia lata, Pettineo,
Retto anteriore del Quadricipite femorale, Lungo
adduttore, Breve adduttore, Gracile). Pertanto è
necessario mantenere sempre le cosce flesse sul bacino.
In questa posizione i capi di inserzione estrema di
questi muscoli risultano ravvicinati e, quindi, non
possono esercitare un'efficace azione dinamica (Figura).
- Il movimento di
flessione del torace sul bacino e viceversa, deve tendere
ad avvicinare i due capi estremi di inserzione dei
muscoli antero-laterali dell'addome, quindi il pube e le creste
iliache allo sterno (Figura).
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In POSIZIONE SUPINA, lallineamento delle cosce
col bacino mette in tensione i muscoli flessori della
cosce, in particolar modo lo Psoas iliaco (PI) che, a
causa dell'inserzione prossimale sulle ultime vertebre
lombari, tende a accentuare la lordosi lombare.
Nella flessione delle cosce fino a circa
60° i
muscoli addominali hanno una prevalente azione
"fissatrice" (isometrica) del bacino
con la gabbia toracica. Il movimento avviene
grazie all'azione dinamica dei muscoli flessori
delle cosce. Continuando la flessione
oltre i 60° circa il bacino inizia a muoversi
grazie all'intervento dinamico dei muscoli
addominali antero-laterali (Ad). Nel contempo si determina un
avvicinamento dei capi di inserzione dei muscoli flessori delle cosce
(soprattutto Psoas iliaco - Pl), quindi
lincapacità di intervenire in maniera
efficace.
Questo "allentamento" di tensione si evidenzia
all'esterno con l'attenuazione della lordosi lombare (se l'osservatore
pone una mano sotto la regione lombare dell'esecutore la vedrà
progressivamente "schiacciare" tra quest'ultima e il suolo).
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Riduzione
della tensione dei muscoli flessori della coscia

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Nella
FLESSIONE DEL TORACE SUL BACINO si ottiene:
a) un
lavoro dinamico localizzato dei muscoli addominali antero-laterali (Ad) nella prima fase di
escursione articolare (a), quando
la regione lombare ed i glutei rimangono a terra
e la rotazione avviene intorno alle vertebre lombari (cerniera
lombare);
b) un
lavoro statico dei muscoli addominali (Ad) se la
rotazione prosegue fino alla posizione seduta (b).
La seconda fase del movimento avviene grazie all'intervento dei
muscoli flessori delle cosce sul bacino (cerniera coxo-femorale),
soprattutto lo Psoas-Iliaco (PI) e Retto
anteriore (Re) del Quadricipite femorale.
Nella
FLESSIONE DEL BACINO SUL TORACE si ottiene un impegno dinamico e
localizzato dei muscoli addominali antero-laterali (Ad) quando il
bacino si stacca dal suolo e si avvicina il più possibile
al torace, facendo perno sulle vertebre lombari.
Come
per la flessione del torace sul bacino, anche in questo caso il mantenimento delle cosce flesse anche in fase di partenza permette di attenuare
lintervento dei muscoli flessori delle
cosce, in particolare dello Psoas-iliaco.
L'utilizzo di
un piano inclinato su vari gradi permette di variare il
massimo braccio di leva (d), quindi spostare il carico ottimale
(B) e
relativa tensione muscolare, su diversi angoli di lavoro
(nella figura viene analizzata la posizione intermedia del busto
rispetto a tutta l'escursione articolare).
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Localizzazione
del lavoro sui muscoli
antero-laterali dell'addome


Funzione
del piano inclinato

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La posizione
ottimale delle braccia (carico) negli esercizi di
flessione del torace sul bacino
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Nella
maggior parte degli esercizi che vengono proposti, dove il torace si
flette sul bacino (crunch e simili), si
evidenziano le mani poggiate saldamente
dietro la testa sulla nuca. Questa posizione, che
mette in tensione i muscoli del collo e del
dorso, impedisce una ottimale mobilità
della regione cervicale e dorsale (flessione in
fase di andata ed estensione in fase di ritorno).
Questo aspetto si accentua se si sostiene un carico in quanto richiederà un intervento
ulteriore dei muscoli delle braccia e del
cingolo scapolo-omerale.
Ponendo
le mani sul petto, invece, spariscono tutte le
tensioni muscolari e la regione cervicale e
dorsale possono muoversi liberamente. Inoltre è
possibile sostenere senza sforzo eventuali
carichi anche di peso notevole (Figura).
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Posizione
delle braccia
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La
respirazione durante l'esecuzione degli esercizi per i
muscoli antero-laterali dell'addome
Durante l'avvicinamento della
gabbia toracica al bacino e viceversa (fase di andata) i
visceri e, di conseguenza il muscolo diaframma, vengono
spinti verso l'alto causando una riduzione del volume toracico e
relativa compressione dell'aria contenuta nei polmoni.
Quando questo movimento avviene
in apnea, dopo aver inspirato in maniera eccessiva, viene a
determinarsi:
- iperpressione del sistema
venoso intracranico;
- diminuzione del ritorno venoso
al cuore;
- riduzione della
quantità del sangue alveolare e aumento della resistenza
del circolo cuore-polmoni.
Per questo motivo, soprattutto
nella
ginnastica medica, con i giovanissimi e con le persone anziane, si consiglia di:
-
espirare nella fase di andata (flessione, dove gabbia toracica e bacino
si avvicinano);
-
inspirare nella fase di ritorno (estensione, dove gabbia toracica e
bacino si allontanano).
Nello
sport agonistico di livello o comunque in atleti ben allenati,
dove l'allenamento dei muscoli
addominali è rivolto al loro massimo rafforzamento,
quindi si prevede anche l'utilizzo di carichi aggiuntivi
esterni, va considerato che "l'apnea determina un più alto valore di forza
muscolare, lespirazione uno minore e
linspirazione uno più basso" (V.S. Farfel e J.M. Frejdberg).
Questo vale anche per tutti gli
esercizi che coinvolgono i muscoli delle varie regioni del corpo,
soprattutto se si utilizzano carichi aggiuntivi. Infatti, una leggera inspirazione prima di iniziare il movimento
(andata) e successiva
apnea fin quasi al termine dello stesso (ritorno) consente di coordinare meglio i movimenti del
corpo, di controllare adeguatamente lo spostamento di un carico esterno (bloccaggio della gabbia toracica e posizione di
partenza in maggiore allungamento dei muscoli che vi sono inseriti) e scaricare parte del peso gravante sulla
colonna vertebrale sulla "fascia" addominale.
L'apnea negli atleti
allenati è una
situazione fisiologica alla quale l'organismo tende ad
adattarsi.
Prevalente
impegno del muscolo Retto dell'addome
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Impegno
simultaneo dei muscoli Retto e Obliqui
dell'addome
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Prevalente
impegno dei muscoli Obliqui dell'addome
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Nota:
Nella
esecuzione delle torsioni tra il torace e il bacino frenare il movimento prima che ciascuna rotazione sia
conclusa e ripartire senza sfruttare il movimento passivo
di ritorno. Una eccessiva torsione non controllata mette in tensione anomala le fibre esterne e
centrali dellanello fibroso (disco intervertebrale)
delle vertebre lombari con conseguente tendenza alla
lacerazione delle fibre e un aumento notevole della
pressione sul nucleo interno. Sono assolutamente da
evitare attrezzi che creano una forte inerzia come ad esempio il bilanciere.
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Sport e
allenamento dei muscoli antero-laterali dell'addome
I movimenti sportivi, come
quelli legati alla quotidianità, non avvengono in
maniera "localizzata" (monoarticolari) ma lungo catene
cinetiche che vedono il simultaneo intervento di più
leve corporee (movimenti poliarticolari) e gruppi muscolari. Solo
gli esercizi poliarticolari consentono il transfert
ottimale dell'allenamento sulla
massima efficienza della tecnica specifica della
disciplina praticata. Questo è anche uno dei motivi per cui lo sport
di alto livello privilegia i pesi liberi alle macchine da
fitness.
Da queste considerazioni, un recente studio (G. Wydra e H. Winchenbach: "Una serie
funzionale di esercizi per la muscolatura
addominale" - Atleticastudi n. 3-4 2006 -
FIdAL) critica il lavoro di
localizzazione sui muscoli addominali
antero-laterali in ambito sportivo, specialmente in assenza di giustificazioni quali
l'allenamento dei giovanissimi, di persone
anziane o nella ginnastica medica (scarico vertebrale e attenuazione del
tono del muscolo psoas iliaco).
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Esempio
di una successione funzionale di esercizi per lo
sviluppo
della
forza dei muscoli flessori del tronco
(G. Wydra e H.
Winchenbach)

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G. Wydra e H. Winchenbach per "successione
funzionale"
(Figura) intendono una "Successione metodica di esercitazione
o di allenamento" il cui scopo è quello di avviare chi si
esercita o si allena a movimenti più complessi che
possono essere considerati funzionali rispetto ai
movimenti della vita quotidiana, del lavoro e dello
sport. Queste successioni sono caratterizzate da un
aumento dei gradi di libertà della velocità di
successione degli esercizi e una crescente importanza dei
processi di controllo dei movimenti".
Negli
esercizi iniziali della successione funzionale illustrata, gli studiosi
consigliano una respirazione che prevede di espirare nella fase di
andata (flessione, dove gabbia toracica e
bacino si avvicinano) e di inspirare nella fase di ritorno (estensione,
dove gabbia toracica e
bacino si allontanano). Gli stessi esercizi possono anche essere
eseguiti in ulteriore progressione di difficoltà, ovvero utilizzando
solo parzialmente l'escursione articolare prevista.
Anche
se possiamo ritenere giuste le osservazioni e le proposte precedenti, le
norme di prevenzione consigliano di valutare sempre con molta attenzione
i soggetti ai quali vengono fatti eseguire gli esercizi per i muscoli addominali
antero-laterali (Figura).
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In una persona di taglia
media, il carico sulle vertebre lombari
è di circa:
-
130-140 Kg nell'esercizio
di
flessione del bacino e arti inferiori tesi da supino (1).
- 170-180
Kg nell'esercizio di
flessione del busto da supino (2), quando i lombi si sollevano dal
suolo.
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Pressione
sui dischi lombari durante l'esecuzione di alcuni esercizi
(Zatsiorskij
V.M. e Sazonov V.P.)

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Bibliografia:
vedi su
"Sportraining" a "Per saperne di
più".
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