
FITWALKING:
10.000
PASSI PER LA SALUTE
Testo di
Stelvio Beraldo
Walking
e Fitwalking
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10.000 passi
al giorno, ovvero camminare per almeno 2 ore
nell'arco della giornata, anche in maniera discontinua (Walking), è un recente
consiglio
dei cardiologi americani per prevenire patologie
cardiovascolari ed eccesso di peso (10.000 passi corrispondono a circa 6.500-7.000
metri e
possono essere misurati con l'apposito
"contapassi").
Il
mondo del Wellness
ha rielaborato in termini qualitativi il "Walking"
per codificarlo come
"Fitwalking"
attraverso l'inserimento dei parametri di continuità e velocità, il tutto
possibilmente in ambiente naturale (la marcia sportiva ne è
l'esempio ideale).
è
ovvio che se il semplice Walking richiede quantitativamente una
attività anche "discontinua" di circa 2 ore al
giorno (i 10.000 passi si riferiscono a tutti quelli che si
fanno nell'arco della giornata da quando ci si sveglia a
quando si torna a letto la sera), il
Fitwalking può essere strutturato in veri e propri allenamenti
non obbligatoriamente giornalieri (il miglioramento di una
qualsiasi capacità motoria richiede solitamente non meno di
2-3
allenamenti settimanali).
Per
verificare il livello di efficacia di questo tipo di attività
bisogna considerare che il
corpo umano,
per il meccanismo di "supercompensazione",
si organizza per adattarsi e rispondere al meglio agli stimoli
derivanti dall'attività motoria e sportiva. Se lo stimolo
viene ripetuto sistematicamente e in maniera adeguata, nel
tempo si assiste ad una vera e propria modificazione delle
strutture biologiche sollecitate (adeguamento a
sopportare lo stimolo).
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Anche
nel
sedentario avvengono questi adattamenti e modificazioni
parallelamente agli stimoli derivanti
dell'attività motoria svolta, in questo caso quella di routine
quotidiana (alzarsi, lavarsi, vestirsi, ecc. I più intensi
solitamente sono il camminare per qualche decina o centinaio di metri
e salire qualche rampa di scale). Ovviamente sono adattamenti al
"ribasso" che portano come conseguenza, salvo particolari
doti genetiche, ad un rapido affaticamento anche per sforzi modesti.
Negli
anni questo aspetto diventerà sempre più evidente fino a contribuire
all'instaurarsi di varie patologie soprattutto a carico dell'apparato
cardiocircolatorio, respiratorio e locomotore.
Partendo
dal presupposto che l'attività
fisica (fitness) viene praticata essenzialmente per ottenere
benefici su:
1)
APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO E RESPIRATORIO: lo stimolo è legato alla frequenza
cardiaca ottimale.
2)
TONO, FORZA E IPERTROFIA MUSCOLARE: lo
stimolo è legato all'entità del carico (peso) che viene
spostato.
3)
CONSUMO CALORICO
(dimagrimento): lo stimolo si identifica con la quantità di lavoro
svolto.
Riteniamo
interessante analizzare quantitativamente e qualitativamente su
quale dei tre aspetti (organico, muscolare e calorico) influisce una sistematica attività di
Walking e Fitwalking.
1)
10000 passi al giorno e risposta dell'apparato cardiocircolatorio e
respiratorio
|
Il parametro di riferimento più
semplice per stabilire la giusta intensità di
allenamento cardiaco e respiratorio è la frequenza cardiaca (FC), ovvero
il numero
di pulsazioni al minuto che si deve mantenere
per un certo periodo di tempo.
La
frequenza cardiaca che si ritiene opportuno utilizzare fa riferimento ad una percentuale della frequenza cardiaca
massima del soggetto (MFC o
HRmax). Quest'ultima dipende dall'età in quanto
dopo i 30 anni circa i parametri di efficienza
fisica in genere tendono ad abbassarsi di circa
l'1% l'anno (per praticità non viene presa in considerazione la
condizione di allenamento del soggetto e la
frequenza cardiaca a riposo del soggetto che invece sono
importanti nello sport agonistico). Nel
fitness il riferimento alla MFC è il
metodo più usato in quanto di semplice
applicazione pratica e non rischioso
per l'integrità fisica dei non allenati.
Calcolo della Massima
Frequenza Cardiaca
MFC = 220 - età in
anni Esempio (45
anni di età): 220 - 45 = 175 |
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Relazione tra intensità e durata
del lavoro e Massima Frequenza Cardiaca
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% MFC |
CAPACITÀ
ORGANICHE E MUSCOLARI COINVOLTE |
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60
70% |
Zona aerobica a
modesto impegno muscolare e organico dove il
consumo e il reintegro energetico rimane in
equilibrio, permettendo di durare a lungo senza
affaticamento. Consente anche di consumare i
grassi corporei (superati i 25-30 minuti di
lavoro continuo la fonte energetica è costituita
da una miscela ad alto contenuto di grassi e
modesto di zuccheri). È
indicata per i principianti, le persone anziane e per
chi ha come obiettivo privilegiato il dimagrimento (consumo
di grasso sottocutaneo in eccesso).
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70
80% |
Zona aerobica a medio
impegno muscolare e organico che si comincia già
ad evidenziare per la comparsa del
fiatone. Le fonti energetiche sono
percentualmente ripartite tra grassi e zuccheri.
Migliora lefficienza dellapparato
cardiocircolatorio e respiratorio nel sostenere a
lungo un lavoro. È
ottimale per gli obiettivi del cardiofitness.
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80
90% |
Zona che oltrepassa la
soglia anaerobica (intensità
di lavoro limite dove ancora esiste un certo equilibrio
tra acido lattico prodotto e acido lattico
eliminato) determinando un accumulo di acido
lattico nei muscoli. Questo riduce la capacità
di sostenere a lungo il lavoro. Risulta utile a
migliorare le capacità muscolari specifiche ad
esprimere un ritmo veloce per un tempo
relativamente lungo (es.: scatti di media
intensità e media durata). È riservata
agli sportivi agonisti che
necessitano di stimoli specifici.
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Oltre 90% |
Zona anaerobica utile a
migliorare le capacità muscolari specifiche agli
scatti di massima intensità e breve durata (alta
tensione muscolare e produzione di acido lattico
da parte dei muscoli impegnati). È riservata
agli sportivi agonisti che
necessitano di stimoli altamente specifici.
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Tabella
semplificata per il calcolo rapido della
Massima
Frequenza Cardiaca e rispettive percentuali

Dai
parametri riportati nelle tabelle si deduce facilmente che:
1)
IL SEMPLICE CAMMINARE A LUNGO (Walking) non rientra nel novero delle attività
fisiche sufficientemente allenanti per l'apparato cardiocircolatorio e respiratorio.
Infatti nel camminare normalmente la frequenza cardiaca si innalza ma
rimane largamente al
disotto di quella minima richiesta che è il 60% della MFC (potrebbe essere avvicinata da
persone in età avanzata). Questo
fatto riduce i benefici dei 10.000 passi
al giorno rispetto ad una attività aerobica tradizionale.
Comunque,
una
caratteristica importante dell'azione del camminare è quella di impegnare i
muscoli dei piedi e gambe che nella loro contrazione favoriscono
l'irrorazione sanguigna periferica e il
ritorno del sangue venoso al cuore. Questo
effetto di attivazione circolatoria è particolarmente presente negli
arti inferiori e si ripercuote su tutto il corpo.
2)
IL CAMMINARE A LUNGO CON PASSO SUFFICIENTEMENTE VELOCE (Fitwalking), rientra sicuramente in una
attività dove la frequenza cardiaca si colloca oltre il 60% della MFC
e può arrivare anche al 70% e oltre.
In questo caso ci troviamo di fronte ad un
allenamento organico sufficiente a influenzare positivamente i
parametri cardiocircolatori e respiratori.
2)
10000 passi al giorno e risposta del tono, forza e ipertrofia
muscolare
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Innanzitutto
definiamo questi tre concetti:
-
TONO MUSCOLARE (“rassodamento”): leggera
tensione che un muscolo allenato mantiene anche in stato di
riposo. Un muscolo tonico influisce sul miglioramento estetico (regioni del corpo più “sode”).
-
FORZA
MUSCOLARE: tensione che il sistema
neuromuscolare è in grado di esprimere con una contrazione
volontaria. Si definisce col termine di FORZA
MASSIMA quando si evidenzia nello spostamento del massimo peso
possibile in una singola esecuzione. Nel FITNESS
viene applicata essenzialmente la metodologia per la FORZA GENERALE
che ha come obiettivo una ottimale efficienza ed un buon
equilibrio di tutti i gruppi muscolari.
-
IPERTROFIA: Aumento
dei diametri traversi dei muscoli. Ovviamente un muscolo
ipertrofizzato con l’allenamento risulta anche tonico e forte.
Dato
che lo stimolo è legato all'entità del
carico esterno (peso) che viene spostato, per ottenere uno di questi
benefici è necessario che la percentuale della tensione muscolare
rispetto a quella massima risulti:
-
45-50%
per il
TONO MUSCOLARE;
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-
65-80%
per la FORZA
GENERALE;
-
65-85%
per l'IPERTROFIA.
Si
deduce facilmente come:
1)
IL SEMPLICE CAMMINARE A LUNGO (Walking) influisce
in maniera blanda
sul tono dei muscoli degli arti inferiori, in particolare su quelli che estendono il piede ( Gemelli,
Soleo, Peroneo lungo,
Flessore lungo delle dita, Flessore lungo dell’alluce, Peroneo breve, Tibiale
posteriore, Flessore breve delle dita, Plantare gracile).
2)
IL CAMMINARE A LUNGO CON PASSO SUFFICIENTEMENTE VELOCE (Fitwalking) determina, oltre al miglioramento del
tono, anche quello della forza muscolare di tutti i muscoli degli arti
inferiori. Non influisce sull'ipertrofia
in quanto l'aumento dei diametri muscolari è essenzialmente legato ad
un lavoro in condizioni di elevata intensità e stanchezza muscolare
(produzione di acido lattico).
3)
10000 passi al giorno e risposta nel consumo calorico
(dimagrimento)
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Per
quanto riguarda il consumo calorico nel
cammino (ma anche nella corsa) il parametro che va preso come riferimento è la
distanza percorsa. Nel
nostro caso 10.000 passi, ovvero 6.500-7.000 metri.
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Calorie
consumate nel cammino o
nella corsa
(E.
Arcelli)
1
Cal x Peso corporeo (Kg) x Distanza percorsa (Km)
Esempio:
Persona
di 70 Kg. che percorre 7 Km.:
70
x 7 = 490 calorie
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Dalle
formule di E. Arcelli si deduce che chi desidera essenzialmente
"bruciare" i grassi non deve obbligatoriamente scegliere una
attività motoria ad elevato impegno fisico.
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Pertanto:
1)
IL SEMPLICE CAMMINARE A LUNGO (Walking)
può dare un notevole contributo, se unito ad una
corretta alimentazione, al dimagrimento o al mantenimento del peso
corporeo ottimale.
2)
IL CAMMINARE A LUNGO CON PASSO SUFFICIENTEMENTE VELOCE (Fitwalking)
consente di percorrere, a parità di tempo, una distanza maggiore del semplice
cammino. Di conseguenza aumentano le calorie consumate.
A
quanto esposto va aggiunto che possono trarre vantaggi
dal WALKING e FITWALKING molte persone alle quali è preclusa la possibilità di effettuare una
attività di fitness e cardiofitness tradizionale a causa di forte
sovrappeso (eccessivo carico sulle articolazioni del ginocchio, caviglia e
piede), di particolari patologie
cardiache e respiratorie, di patologie degli arti inferiori, di osteoporosi, ecc.).
Bibliografia: vedi su "Sportraining"
a "Per saperne di più".
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